PROGETTO MANHATTAN

 

Il progetto Manhattan nasce con la diaspora degli scienziati nucleari che per fuggire alle leggi antirazziali trovarono rifugio negli Stati Uniti.Qui si formò una comunità di fisici di altissimo livello, tra cui Enrico Fermi e Leo Szilard.Questi, dovuti fuggire dalla loro patria per l’oppressione tedesca, nutrivano rancore verso il Nazismo e spesso svolsero un ruolo di stimolo verso le autorità americane affinchè si usassela scienza nella guerra contro la Germania. Szilard, fisico teorico ungherese allora sconosciuto, convinse Einstein a sottoscrivere una lettera a Roosvelt: era il 2 agosto 1939, quando, mentre trascorreva le ferie a Long Island, il padre della relatività, abbandonò le sue posizioni pacifiste per chiedere al governo di impedire la vendita alla Germania dell’uranio e un appoggio massiccio alla ricerca sull’energia nucleare.

L’interesse del governo, occupatissimo col radar, cominciò a farsi vivo solo nel ’41 quando, dopo un accordo tra Churchill e Roosvelt, si decise che gli sforzi per la costruzione della bomba si sarebbero dovuti concentrare in America.

La direzione delle ricerche venne affidata a un Military Committee composto da tre ammiragli e due soli tecnici (Vannevar Bush e Jammes Conant). Il 13 agosto ’42 iniziò il progetto con il nome di Manhattan Project o MED (Manhattan Engineer District).Al progetto parteciparono grandi fisici, quali SEGRE’, FUCHS, GROVES, OPPENHEIMER e SZILARD. Le ricerche furono concentate a Los Alamos, cittadina del New Mexico.

Questa equipe di scienziati, lavorando in gran segreto, riuscì in breve tempo a realizzare ciò che in circostanze diverse avrebbe richiesto moltissimi anni. In soli tre anni venne costruita la bomba.Le ragioni di un simile successo sono da ricercarsi nello spirito di cooperazione esistente negli Stati Uniti, nonché nel concentrarsi in un solo luogo dei più illustri fisici del tempo.

Ma giocò un ruolo determinante la convinzione che il progetto atomico fosse l’unico modo per impedire l’uso dell’arma totale da parte della Germania. Ma nel 1944, grazie al ritrovamento da parte degli Alleati di alcuni documenti, si capì che il progetto tedesco era in realtà molto indietro: non era stata prodotta né una reazione a catena, né il plutonio, né la separazione degli isotopi dell’uranio.     

Con la sconfitta della Germania cadde la giustificazione ideologica del progetto e nacquero i primi dubbi tra gli scienziati. Fu Szilard a farsi portavoce di queste perplessità, stendendo un promemoria per il presidente Roosvelt in cui si dichiarava del tutto ingiustificato lanciare le prime bombe atomiche sul Giappone.

L’ipotesi di farle scoppiare in un luogo deserto solo a scopo dimostrativo fu scartata e il 6 agosto venne sganciata la prima bomba ad uranio su Hiroshima, il 9 agosto una bomba al plutonio su Nagasaki.

 

 

 

 

 

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